{"id":5518,"date":"2021-07-27T14:49:58","date_gmt":"2021-07-27T12:49:58","guid":{"rendered":"http:\/\/cracarte.it\/?p=5518"},"modified":"2022-03-03T11:57:08","modified_gmt":"2022-03-03T09:57:08","slug":"allo-en-allo-mostra-e-residenza-dartista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cracarte.it\/?p=5518","title":{"rendered":"ALLO EN ALLO mostra e Residenza d&#8217;artista"},"content":{"rendered":"\n<p>Ultima settimana per visitare la mostra degli artisti <strong>Didymos e Massimiliano Marianni<\/strong>, al centro culturale  DART Villa Verlicchi di Lavezzola RA. <\/p>\n\n\n\n<p>Esito  della prima Residenza d&#8217;artista MONOS MONOS a cura di CRAC che ha anche proposto  alcuni incontri aperti a piccoli gruppi di giovani e cittadini, per conversare con gli artisti sullo stato di avanzamento delle opere che stavano realizzando.<\/p>\n\n\n\n<p>Con \u201cMONOS MONOS\u201d si \u00e8 avviato una proposta di incontro, per valorizzare  il  territorio artistico romagnolo attraverso un ciclo di residenze d\u2019artista e&nbsp; successive mostre  che  coinvolgeranno artisti locali ed artisti a valenza nazionale, attraverso progetti intrecciati sulla base della loro rispettiva&nbsp;ricerca artistica, umana e laboratoriale.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima residenza d&#8217;artista a DART ospita  il progetto \u201cALLO EN ALLO\u201d del duo Didymos, ( artiste piemontesi Alessia Certo e Giulia Vannucci) ad interagire e confrontarsi con Massimiliano Marianni. Le Didymos, bench\u00e9 giovanissime hanno al loro attivo molti progetti pluripremiati ed esposizioni in Italia e non solo da oltre 15 anni, mentre Marianni, gi\u00e0 attivo ultimamente con CRAC, va ad incastonare all\u2019interno del progetto la sua arte cos\u00ec antimaterica e risonante di corporeit\u00e0 allo stesso tempo, che ben si sposa con la progettualit\u00e0 vibrazionale, alchemica e trascendente delle Didymos.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>ALLO EN ALLO<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>un progetto di Didymos e Massimiliano Marianni.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>[\u2026] Bisogna esaminare in quanti modi si dice che una cosa \u00e8 in un\u2019altra (allo en allo). In un modo come il dito \u00e8 nella mano e, insomma, come la parte \u00e8 nel tutto. In un altro modo, invece, come il tutto \u00e8 nelle parti giacch<\/em><em>\u00e9 <\/em><em>il tutto non \u00e8 al di fuori delle parti. In un altro modo, come l\u2019uomo \u00e8 nell\u2019animale e, insomma, la specie (eidos) nel genere (genos). I un altro modo come il genere \u00e8 nella specie e, insomma, la parte della specie nel concetto di specie (logos). (\u2026) come la forma nella materia. [\u2026] L\u2019aporia consisterebbe, dunque, o nell\u2019ammettere o nel negare che una medesima cosa sia in se stessa, dal momento che ogni cosa o \u00e8 in nessun luogo o \u00e8 in altro[&#8230;]\u201d<\/em> Aristotele, Fisica&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>ALLO EN ALLO<\/strong> \u00e8 un progetto del collettivo Didymos e di Massimiliano Marianni, che si articola per mezzo della contaminazione delle due ricerche e della poetica dei materiali impiegati. Gli artisti lavorano con l\u2019intenzione di realizzare due opus legati uno all\u2019altro da connessioni inscindibili che unificano l\u2019obiettivo di ricerca; le due ricerche si delineano in modo intrecciato, una nell\u2019altra. Allo en allo, \u00e8 il filo conduttore e fondamento di una pratica di ricerca condivisa. Il progetto si basa sulla relazione tra stampo e calco, e sull\u2019ambiguo e aporetico concetto di originale e multiplo, sulla messa tra parentesi del platonico movimento a senso unico da stampo a copie, tentando un trascendimento della similitudine formale come presupposto di correlazione tra multipli. Allo en Allo, \u00e8 un processo di trasformazione (artigianale, alchemica, vibrazionale, tecnologica, energetica, tecnica, corporea) di una cosa nell\u2019altra, per il quale una cosa \u00e8 in un\u2019altra. Marianni e Didymos condividono reciprocamente il proprio opus, da tale relazione emergono elementi comuni e altri processi inaspettati, da percorrere collettivamente. I due opus si muovono tra corrispondenze, concatenazioni e specificit\u00e0. Entrambi sono dispositivi concreti che vivono dell\u2019azione, e trasformazione continua. Entrambi prendono senso nell\u2019incontro con l\u2019altro, nell\u2019apertura del lavoro in una forma condivisa e di sperimentazione collettiva.<\/p>\n\n\n\n<p>I due lavori si collegano in modo circolare, rendendo il processo potenzialmente infinito.<\/p>\n\n\n\n<p>Il lavoro di <strong>Marianni<\/strong> \u00e8 un percorso di dematerializzazione, che partendo dalle consistenze del corpo umano, giunge all\u2019intangibilit\u00e0 del suono. In una successione di stampi e calchi, va a dissolversi la distinzione univoca tra negativo\/positivo, vuoto\/pieno, matrice\/multiplo; al di l\u00e0 dell\u2019essenza verso la struttura originaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Un dispositivo, un vero e proprio organismo che viene attivato, in primis, dalla possibilit\u00e0 di scelta degli attuanti. Un sistema al limite tra pratiche artigianali, processi meccanici ed elaborata tecnologia, nel quale l\u2019attuante \u201csacrifica\u201d una parte del proprio corpo come matrice che, scindendosi dall\u2019essenza qualitativa del molteplice, vuole tornare al fondamento di un tentativo di unicit\u00e0 primaria: l\u2019uno, l\u2019uno nell\u2019altro, nell\u2019altro e nell\u2019altro etc. , senza posa n\u00e9 soluzione definitiva, ma piuttosto ipotizzata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il gesso, la cera, i sensori e infine le frequenze sonore. Le copie del molteplice si dissolvono nella fusione a temperatura all\u2019interno di recipienti di rame, la cera secondo le scansioni ritmiche delle colate genera partiture sonore differenti. La composizione organica scomposta ha origine rubando in sottrazione dal proprio corpo; si rubano anche i suoni. In doppio furto si ricompongono in caotica\/organizzata situazione queste tensioni dando luogo ad un sacrificio temporaneo e \u201ccasuale\u201d, irripetibile, di ignota durata e dubbio successo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Didymos<\/strong> parte dalla vibrazione sonora per concepire il proprio opus, il processo di trasformazione avviene su un livello di propagazione sottile, resa possibile dalle qualit\u00e0 fisiche dei materiali impiegati. Vetro, acqua, feltro, cera, legno e phon\u00e9. Le vibrazioni della voce, attraversando le materie, ne trasformeranno le qualit\u00e0 rendendole matrici e calchi, fino a restituire altri suoni. La voce e i materiali impiegati nei dispositivi di azione, al di l\u00e0 delle essenze stesse, nella continuit\u00e0 del fondamento, diventano l\u2019uno. Mediante l\u2019azione performativa si continua ad oscillare in dialettica con e in rafforzamento dell\u2019unicit\u00e0, in una relazione tra soggetto (attuanti) e oggetto (materiale\/dispositivi) che diviene diacronica.<\/p>\n\n\n\n<p>I suoni derivanti da questo processo di passaggio da una cosa all\u2019altra, vengono diffusi nello spazio e risuonano nei corpi degli attuanti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 in questo momento che i due opus si ricollegano in modo circolare, tornando al corpo. Saranno le parti del corpo coinvolte nella risonanza ad essere \u201csacrificate per attivare nuovamente il processo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ultima settimana per visitare la mostra degli artisti Didymos e Massimiliano Marianni, al centro culturale DART Villa Verlicchi di Lavezzola RA. Esito della prima Residenza [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_editorskit_title_hidden":false,"_editorskit_reading_time":3},"categories":[3,20,6,21,1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/cracarte.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5518"}],"collection":[{"href":"https:\/\/cracarte.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/cracarte.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cracarte.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cracarte.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5518"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/cracarte.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5518\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5527,"href":"https:\/\/cracarte.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5518\/revisions\/5527"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/cracarte.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5518"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/cracarte.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5518"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/cracarte.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5518"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}