Continua fino al 24/09/2017 la Mostra inaugurata il 10 settembre 2017

Con la collaborazione e il Patrocinio del Comune di Palazzuolo sul Senio (FI) e col patrocinio  di CRAC Centro in Romagna Ricerca Arte Contemporanea

Espongono gli artisti: Fulvio Celico e Loretta Zaganelli, su progetto da loro ideato.

Presentazione di Rosa Banzi  (Testo di Rosa Banzi)

Nello spazio bianco della chiesa di Sant’Antonio, di Palazzuolo sul Senio, il filo conduttore della mostra è dato dalla luce argentata e trasparente dei cieli e delle forme di resina e smalto, dai colori delle sabbie e delle terre nelle tele dipinte di F. Celico e nelle fotografie di L. Zaganelli. L’argilla è materia vista, fotografata e rappresentata, mentre l’argento si rivela attraverso le ampie superfici argentate.

Fulvio Celico descrive su grandi tele e in modo sintetico e insieme analitico, paesaggi e sottosuoli che ricordano l’argilla immersa in scenari acquatici. Nelle grandi tele di Celico, i rivoli d’acqua sono segni rossi, mentre i cieli celesti lasciano trasparire il color sabbia della tela. Sono i luoghi nascosti del disagio terrestre, intrisi di acqua (troppo spesso contaminata) quelli che non possiamo vedere, perché sotterranei. Gli stessi luoghi si rivelano nelle forme di resina, che contengono micro cellule ingigantite, diventato materiale per opere ipercolorate, rese positive dal valore che l’arte attribuisce loro. Sono piccole sculture trasparenti, lisce come l’acqua e allo stesso tempo vivaci e ludiche come giochi irregolari, “sfuggiti” all’autore, come piccole poesie. Lo smalto dai colori lucidi si libra su uno strato d’acqua solido, a trattenere piccoli stampi infantili o ricordi di momenti sereni e liberi, come tracce di memoria incastonate con valore emotivo.

Loretta Zaganelli espone fotografie scattate in Irlanda e in Italia che rivelano cieli argentati su prati verdi o suoli argillosi, illuminati da scie di luce. Le immagini fotografiche rimandano ai sali d’argento della fotografia. Nelle opere visive realizzate su plexiglas dalla trasparenza della materia emergono frammenti di figure argentate o dense di liquidi acquei, profili di corpi lisci e specchianti trafitti dal colore e da segni sul corpo. Il corpo qui è esposto come effige leggera e stilizzata. Più che il corpo prevale l’idea di esso, alleggerito e liberato. Ciò che fugge dal corpo si trasferisce su stele sottili verticali e trasparenti, diventando materiale prezioso ed unico.

Orari: Venerdì 14/19

Sabato e Domenica: 10/12 – 14/19

Indicazioni per raggiungere il luogo della mostra:
arrivati a Palazzo dei Capitani, si giunge alla Chiesa dei S.S. Antonio da Padova e Carlo Borromeo. Costruzione seicentesca con un elegante portico a tre archi, sormontato da un piccolo campanile a vela.
Per info, Proloco di Palazzuolo: tel. 055 804 6125

Per info sugli artisti scrivere a:

fulvio.celico@gmail.com  

lorettazaganelli@gmail.com

Per approfondimenti : fulviocelico.blogspot.com ;  lorettazaganelli.blogspot.it

 

Si includono due sintesi della Poetica, la prima di circa 592 caratteri, spazi inclusi, la seconda di 403.

  1. Fulvio Celico descrive, su grandi tele e in modo sintetico, soprasuoli e sottosuoli che rimandano all’argilla bagnata in scenari acquatici. Espone coloratissime sculture in resina e smalto che paiono immerse nell’acqua. Loretta Zaganelli espone fotografie che rivelano cieli grigio azzurri, strati d’argento su prati verdi o suoli argillosi, illuminati da scie di luce. Una luce che si riverbera tra le sculture di Celico e le opere in plexiglass di Zaganelli dalle cui trasparenze emergono frammenti di figure argentate, corpi lisci e specchianti trafitti dal colore e da segni spontanei.
  2. Loretta Zaganelli e Fulvio Celico espongono soprasuoli e sottosuoli che rimandano all’argilla bagnata in scenari acquatici, coloratissime sculture oniriche in resina e smalto, fotografie che rivelano cieli azzurri o grigio argento su prati verdi o suoli argillosi, opere in plexiglas dalle cui trasparenze emergono figure argentate, corpi lisci e specchianti trafitti dal colore e da segni spontanei.

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